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  • Palio della Mannaja

    08/08/2016

     La manifestazione, riconosciuta come una delle più importanti dell’Umbria, nasce nel 1982 dall’idea dello storico pietralunghese Antonio Alpini e si ispira ad un miracolo realmente accaduto l’11 settembre 1334 che ebbe come protagonista tale Giovanni di Lorenzo di Piccardia, pellegrino francese.

    Il “Palio della mannaja” viene rievocato ogni anno la seconda settimana di Agosto. 

    Nel settembre del 1334 un pellegrino di nome Giovanni di Lorenzo di Picardia, dirigendosi verso Lucca si imbattè nei pressi di Pietralunga, antica cittadella della Diocesi di Città di Castello, in un cadavere lungo un torrente. Mentre attonito se ne andava, sopraggiunsero dei cittadini pietralunghesi e vedendo quel forestiero vicino al cadavere, lo acciuffarono e lo accusarono di aver commesso il delitto. Fu dato in mano alla giustizia, rinchiuso in prigione e, dovette comparire davanti al tribunale. Negando, esso, di aver commesso il fatto, fu torturato, finché non reggendo più allo strazio, si dichiarò reo del delitto, che non aveva commesso. Il podestà di Pietralunga, Branca de’ Branci, lo condannò a morte. L’infelice, allora, fece voto al Volto Santo di Lucca che se avesse avuto salva la vita si sarebbe recato a Lucca a venerarlo, e avrebbe proseguito il suo viaggio fino a San Giacomo di Compostela. Pregando, giunto davanti alla morte, mise il capo sul ceppo, il carnefice diede un primo gran colpo con la mannaia, ma questa non uccise per niente il condannato, anzi sembrò aver colpito un corpo durissimo. Ripeté per altre due volte il gesto, con lo stesso esito. Tutti i presenti, compreso il carnefice, rimasero impressionati. Il podestà gridò al miracolo e gli spettatori riconoscendo in quell’avvenimento il tocco di Dio, proclamarono l’innocenza del povero Giovanni. Era l’11 settembre 1334 e Giovanni corse alla volta di Lucca per prostrarsi ai piedi del Volto Santo. Giuntovi si presentò al Vescovo Guglielmo II di Montalbano, il quale lo accolse e lo ascoltò ma, prima di riconoscere il prodigio, richiese altre testimonianze. Allora il pellegrino ritornò a Pietralunga ed ebbe dal podestà: la mannaia che fu appesa davanti alla Cappella del Volto Santo (ove si conserva ancora) e lettere attestati il miracolo per il Vescovo, il Vicario e l’Arciprete della Cattedrale”.

    Di tale fatto esistono molte testimonianze probatorie, tra cui una lettera autografa di Branca De’ Branci, podestà di Pietralunga; nelle “Historie delle miracolose immagini” sono dedicate due pagine (pp.167-168) al “miracolo del ferro che non offende un innocente”; il miracolo è ricordato anche del “Manuale storico universale” di G. Morganti, pag. 177. Il professore universitario Michele Camillo Ferrari condusse uno studio molto approfondito del “miracolo della mannaia” di Pietralunga e anche una perizia calligrafica della lettera del Podestà Branca De’ Branci. Nella sua opera “Il Volto Santo in Europa” dalla pag. 145 alla 167 è riportato il suo studio su tale fatto e, nelle ultime pagine è possibile visionare la lettera del Vescovo Guglielmo II di Lucca, conservata alla Biblioteca Medicea Laurenziana (Pluteo 90 sup. 4 fol. 19v) e il quadro de il “Volto Santo salva un innocente con il suo piede” conservato a Mâcon, Bibliothèque municipale, Ms. 3 fol246v. sec XV. Lo studioso Michele Bacci ha condotto studi al riguardo e nella sua opera “San Martino di Lucca. Gli arredi della Cattedrale”, riporta la storia della mannaia ribadendo la veridicità del fatto miracoloso avvenuto nel nostro paese (pp. 103 - 125).

    Pietralunga ricorda tale miracolo ogni anno e tutta la comunità si riunisce nel segno di una profonda gratitudine verso la Misericordia di Dio.
    Quest’anno sarà particolare per Pietralunga poiché sono state avviate le pratiche per riportare la “mannaia” (custodita nella Cattedrale di San Martino a Lucca) dalla settimana del Palio della mannaia fino al 30 Settembre, il tutto grazie alla collaborazione dello storico Antonio Alpini, Luca Cantarini e Orlando Ruggeri.

    *Adattamento delle pp. 240 – 243 Cap XXV, del libro “Storia del Volto Santo di Lucca” del canonico Almerico Guerra, Lucca, Biblioteca Arciv. San Paolino 1881.

    Durante questi trentaquattro anni la manifestazione è andata via via arricchendosi fino a diventare la principale festa del paese. L’intera settimana del Palio è sempre più ricca di eventi spettacoli, musica, folklore, taverne, botteghe ed osterie per tutto il centro storico, dove è possibile ammirare ed acquistare manufatti dell’artigianato locale, degustare prodotti enogastronomici e soprattutto assaporare l’accogliente atmosfera pietralunghese.